Valcamonica e Cerveno (Brescia)

   I tesori sorprendenti della VALCAMONICA

In Valcamonica devi proprio volerci andare. Come altri luoghi d’Italia che si trovano fuori delle grandi rotte di viaggio, in Valcamonica non capita di passarci per caso. Ed è un peccato perché non si immagina quante ricchezze la Valle riserva ai visitatori, oltre alla natura meravigliosa che mostra l’incanto di queste terre.
In Valcamonica ci sono arrivato quest’estate al rientro delle vacanze, invitato dal mio amico, Renato Missaglia, presso la sua casa di Borno.
Che posti magnifici, e che tesori inaspettati! Proprio di questi vorrei parlarvi in questo articolo, e in particolare di due di essi: il complesso di statue lignee a grandezza naturale della Via Crucis di Cerveno e le incisioni rupestri della zona intorno a Capo di Ponte, che abbiamo visitato in una bella giornata di sole d’agosto io e Renato, il quale di mestiere è pittore affermato in Italia e all’estero e la cui valentia ci permetterà di meglio apprezzare le incredibili sculture di Cerveno.

Cerveno
Cerveno, un piccolo borgo di 660 abitanti adagiato a 500 metri di altezza sul catino della montagna Concarena, si raggiunge provenendo da Darfo lungo la statale 42 girando a sinistra dopo Braone.
E’ famoso in tutta la Valle per il complesso artistico della Via Crucis, capolavoro dell’intaglio ligneo del ‘700, opera in gran parte dello scultore camuno Beniamino Simoni da Saviore, che lavorò alla sua realizzazione per 11 anni fra il 1752 e il 1754.
Il Santuario comprende 198 statue policrome a grandezza naturale, distribuite fra 14 stazioni (le “Capéle”) affacciate ai due lati di uno scalone cui si accede attraverso la porta principale della chiesa parrocchiale di Cerveno.

Delle 14 Capéle le stazioni VIII –IX – X sono state completate negli anni successivi dagli scultori bergamaschi Grazioso e Donato Fantoni, mentre la XIV è dell’artista milanese Selleroni (quella originale del Simoni è conservata nel Duomo di Breno). Gli affreschi alle pareti sono dello Scotti e dei fratelli Corbellini. Come si può rilevare dalle foto qui riportate, tutte le opere si distinguono per il loro grande verismo, mantenuto tale grazie ad un’opera di restauro continuo.

In alcune stazioni, le statue lignee di fondo sembrano quasi “uscire” direttamente dagli affreschi a muro, come nella scena di Cristo spogliato delle vesti prima della crocifissione.

Ogni dieci anni le statue delle Capéle ritornano a prendere vita attraverso i centotrenta figuranti in costume, scelti fra gli abitanti di Cerveno, che animano la rappresentazione detta della Santa Crus, ripetendo con altrettanto verismo le scene delle stazioni del Santuario lungo il percorso che dalla chiesa sale verso la montagna della Concarena, spesso in un clima di nuvole e vento che riecheggia la descrizione del Vangelo della notte plumbea della morte di Cristo.

Tutta la popolazione contribuisce al confezionamento dei costumi e alla decorazione del paese con raffinati fiori di carta posti sui rami degli abeti, sulle logge e nelle fontane. Cerveno si anima dei tanti visitatori richiamati dalla suggestiva bellezza della Santa Crus. Molto auspicabile sarebbe riproporre la magnifica rappresentazione con cadenza più frequente degli attuali 10 anni (la prossima sarà nel 2022 a metà maggio): perché non pensare a ripeterla una volta l’anno senza necessariamente rifare ogni anno gli abiti dei figuranti?

Le incisioni rupestri
Lasciato Cerveno, si riprende la statale 42 e nel giro di pochi chilometri si raggiunge il parco archeologico delle incisioni rupestri, che fanno della Valcamonica la cosiddetta Valle dei Segni. Le incisioni sono note ai più, per cui cerchiamo di dare in queste righe alcune informazioni particolari, completate al paragrafo successivo dalle notizie pratiche utili per la visita.
In realtà bisogna parlare al plurale di parchi archeologici, perché le incisioni rupestri sono talmente numerose che nella sola zona di Capo di Ponte sono state suddivise in ben 14 parchi. Le incisioni tuttora conosciute si stima siano oltre 300.000, ma altre si celano sotto prati e boschi.
Grazie all’intelligente opera del prof. Emmanuel Anati, che dedicò tutta la vita allo studio degli antichi segni (rinunciando al suo lavoro sicuro di professore all’Università di Tel Aviv), il patrimonio delle incisioni camune è diventato nel 1979 il primo sito per l’Italia riconosciuto dall’UNESCO quale Patrimonio dell’Umanità.
Ma che cosa sono le incisioni e come furono eseguite? Dalla pubblicazione di Alberto Galbiati sul parco di Naquane (da noi visitato) apprendiamo che le incisioni sono segni grafici – probabilmente integrati anche da coloritura – incisi dall’uomo su superfici rocciose, sia mediante percussione con pietra o metallo, sia grattando le superfici con strumenti appuntiti di pietra o metallo (graffiti).
Le incisioni rupestri si trovano nelle aree montagnose di tutti i continenti, ma la Valcamonica è il giacimento più ricco per quantità, il più vario per temi (religiosi, laici, eroici), il più ampio per la cronologia su un arco di tempo di oltre 10.000 anni che va dall’era epipaleolitica (10.000 anni a.C.) al neolitico (da 5.500 a 3.000 anni a.C.) al calcolitico (da 3.000 a 2.000 anni a.C.) all’età del bronzo (da 2.000 a 1.000 anni a.C.) all’età del ferro (da 1.000 a.C. all’anno 0) all’età storica romana e medievale nella quale compaiono le prime lettere dell’alfabeto (dall’anno 0 a 1.000 d.C.).
Molto prima dell’età dei geroglifici egizi i Camuni incidevano sulle superfici rocciose levigate dai ghiacciai messaggi verosimilmente prodotti nell’ambito di riti celebrativi o propiziatori sotto la regia di sacerdoti-artisti. Qui di seguito alcuni riquadri dei segni delle varie epoche.

Tra le tante incisioni rupestri, ce n’è una in particolare che è diventata famosa per i Lombardi ed è stato assunta a simbolo della stessa Regione Lombardia: la Rosa Camuna, sorprendentemente simile allo stemma che aveva disegnato il team dei grafici incaricato di definire un emblema rappresentativo della realtà lombarda contemporanea, all’indomani della costituzione della Regione Lombardia avvenuta il 7 giugno 1970.

Il team coordinato da Bruno Munari si ispirò ai disegni del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci giungendo al simbolo qui di seguito riportato, che risultò molto vicino al grafema tracciato duemila anni prima dai Camuni, Lombardi ante litteram, con intenti verosimilmente altrettanto simbolici di raffigurare l’energia vitale della Rosa-Sole.

L’adattamento del grafema antico a criteri di immediatezza, comprensibilità e riproducibilità ha portato all’odierno simbolo regionale.

Conclusioni

Nonostante ci siamo limitati alle bellezze di Cerveno e delle Incisioni Rupestri, il nostro viaggio ci ha lasciato veramente stupefatti per i magnifici paesaggi naturali e le ricchezze di cultura e tradizione della Valcamonica, che meriterebbero di essere valorizzati molto più del livello attuale.

Discorrendo in tal senso con amici del posto, ci siamo resi conto che è possibile ottenere interessanti risultati unendo insieme le energie dei vari attori e organismi del territorio. Ben più benefico sarebbe infatti l’impatto sui visitatori se la Valle li accogliesse con programmi di cordiale benvenuto coordinati a livello complessivo. Qualcosa in questo senso si sta muovendo in Valle, ma si teme che i tempi non saranno brevi.

Come Emozione Italia stiamo prendendo contatto con persone e organismi del territorio per predisporre nei Comuni di rilievo una rete di persone volontarie disponibili ad accogliere i visitatori e accompagnarli alla scoperta delle bellezze dei luoghi con lo spirito di credibilità ed efficienza distintivo del progetto “Emozione Italia”. Già alcuni ci hanno dato la loro disponibilità, rendendosi conto che il bene comune impone una visione più ampia per la valorizzazione della splendida Valle.

Contiamo poi di mettere a punto programmi di visita di diversa durata (1 giorno, 2 giorni … più giorni) per suggerire gli itinerari più idonei e interessanti per le visite in Valle. Inoltre, con l’aiuto degli organismi locali, metteremo a punto un Format efficace per la cooperazione fra i diversi attori del territorio, che potrà essere successivamente “esportato” anche negli altri luoghi italiani che volessero beneficiarne.

 

Informazioni utili

L’orario migliore per le visite alle incisioni rupestri è al tramonto in cui la luce del giorno diventa radente e mette meglio in risalto il profilo delle incisioni.

Dalla nostra visita abbiamo constatato che le visite ai parchi sono adatte a tutti, anche alle famiglie; in caso di bimbi in tenera età sarà meglio portarli in sacco a spalla invece del tradizionale passeggino a ruote. Notizie utili riguardo l’abbigliamento: usare scarpe comode, vestirsi “a strati” indossando –  a seconda della stagione – maglietta, maglioncino, giacca a vento di tipo k-way.

Il tempo di visita del parco di Naquane è di circa 1h30; per la migliore comprensione delle incisioni rupestri è consigliabile farsi accompagnare da una guida che è disponibile presso l’apposito ufficio adiacente la biglietteria.

Gli orari di visita di Naquane sono dalle 8,30 alle 19,00 da martedì a domenica; lunedì chiuso, a meno che non sia festivo. Il biglietto di ingresso di 6 euro (ridotti 3 euro) comprende anche l’accesso al MUPRE-Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica per i successivi 30 giorni. All’interno del parco di Naquane sono presenti pannelli informativi in italiano e inglese. I servizi di supporto sono piuttosto ridotti; a parte le necessarie toilettes, non esiste infatti un punto di ristoro interno e non ci sono aree interne attrezzate a picnic.

Più varia la situazione al parco archeologico di Seradina-Bedolina (vicino Naquane) dove, su impulso del direttore scientifico Alberto Marretta, è stato messo a punto un interessante programma di eventi estivi da giugno a settembre, comprendente visite notturne, visite per bambini, visite archeologiche-botaniche in occasione della fioritura delle opuntie, eventi musicali e gastronomici nelle zone attrezzate a picnic.

Altre informazioni si trovano su:
http://www.parcoincisioni.capodiponte.beniculturali.it/index.php?it/147/orari-e-ingresso

Notizie di viaggio per raggiungere la Valcamonica sono disponibili su:
http://www.italia.it/it/idee-di-viaggio/siti-unesco/valcamonica-larte-rupestre.html