Mantova

Mantova, capitale italiana della cultura 2016, la città dei Gonzaga, chiamata anche città virgiliana per aver dato i natali a Virgilio, seduce a prima vista: l’imponente mole di Castel San Giorgio che racchiude la   celeberrima Camera degli Sposi di Andrea Mantegna accoglie i visitatori in arrivo che restano a bocca aperta di fronte alla vista di questa piccola Venezia in mezzo alla Pianura Padana, magicamente circondata dalle acque del fiume Mincio, sul quale esperti barcaioli compiono affascinanti navigazioni. Questa bellezza ha permesso a Mantova, insieme a Sabbioneta, di diventare nel 2008 Patrimonio dell’Unesco.

Prima tappa obbligata è la cosiddetta Casa del Rigoletto, il giullare reso famoso dalle note di Verdi.

Giunti su Piazza Sordello ci si trova di fronte, da un lato all’imponente mole di Palazzo Ducale, con la sontuosa reggia della famiglia Gonzaga costruita nell’arco di tre secoli, dall’altro alla bianca facciata del Duomo di San Pietro, con un magnifico e luminoso interno dovuto alla mano del grande Giulio Romano, allievo prediletto di Raffaello. Oltre agli edifici rinascimentali, Mantova conserva ancora i suoi palazzi medievali, risalenti al periodo comunale, quando il centro del potere civile si trovava fra Piazza Broletto, dove si innalzano il palazzo del Podestà, il Palazzo del Massaro e la Torre della Gabbia e Piazza delle Erbe circondata dal Palazzo della Ragione, dalla Torre dell’orologio, dai portici e dalla casa del mercante.

 

Il Duomo
Piazza delle Erbe

 

Qui il vero gioiello artistico è costituito dalla suggestiva chiesa romanica di San Lorenzo, raro esempio in tutta Italia di chiesa a pianta circolare, riportata alla luce solo un secolo fa.Poco distante, su Piazza Mantegna, si innalza imponente la classica facciata della Basilica di Sant’Andrea di Leon Battista Alberti, un capolavoro di architettura rinascimentale. In stile barocco invece sarebbe il più bel teatro in Italia, il Teatro Scientifico realizzato da Antonio Galli Bibiena.

Palazzo Te

Appena fuori dal centro storico, in periferia, sorge imponente Palazzo Te, vera gloria di quel Giulio Romano che aveva lavorato come allievo presso la bottega di Raffaello e che qui a Mantova progetta e decora una villa suburbana tra le più belle in Italia.